| La
storia |
E' una specialità
tipica del palermitano che conosce un impiego molto
vario: può costrire un antipasto, un piatto di
mezzo, un vero e proprio secondo o essere un piatto
unico serale. Contrariamente a quanto di può
dedurre dal termine "frittella" non si tratta
di una frittella o di una normale frittata, ma anzi
di un umido sostenuto da tre tradizionali ortaggi: fave,
piselli e carciofi. Ma perchè viene chimato frittella?
alla voce "frittedda2 del vocabolario siciliano-italiano
del Traina troviamo: "Vivanda di fave secche fritte
in olio, o strutto, spesso unite a piselli. carciofi
e simili"; oppure, "frittata di baccelli".
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| La preparazione |
Tagliate i gambi ai carciofi,
staccate le foglie esterne dure, tagliate le altre a
circa la metà altezza, mondate le fave e i piselli.
Fondete il burro in un tegame con olio.
Unite una cipolla finemente tritata e fate rosolare.
Aggiungete le fave, i piselli e i carciofi, lasciando
cuocere per circa 20 minuti allungando con acqua di
tanto in tanto. Salate e pepate. A fine cottura unite
l'aceto e lo zucchero e guarnite con le foglie di menta.
Lasciate riposare e servite in tavola la frittella fredda,
su un piatto largo.
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